Cheope “trasparente”, ritrattato il paper di Biondi e Malanga

Piramide di Cheope trasparente alle onde satellitari e paper di Biondi e Malanga ritrattato

Il 10 agosto 2026 la rivista Remote Sensing, edita da MDPI (Multidisciplinary Digital Publishing Institute), ha ritrattato il paper di Biondi e Malanga, pubblicato quattro anni prima, sulla grande piramide di Giza. Su questa vicenda ho scritto tre articoli nel 2025, Dalla radar-tomografia ai fononi, Cosa c’è davvero sotto le piramidi? e Quella di Malanga-Mei-Biondi non è scienza, capitolo finale. In quello di luglio avevo chiuso l’argomento con l’intenzione di non tornarci. La ritrattazione ufficiale della rivista è però un fatto nuovo, indipendente sia dalla mia analisi di allora sia da quella di altri studiosi che nel 2025 avevano già espresso dubbi pubblicamente.

Lo studio originale si intitolava “Synthetic Aperture Radar Doppler Tomography Reveals Details of Undiscovered High-Resolution Internal Structure of the Great Pyramid of Giza“, pubblicato su Remote Sensing nell’ottobre 2022, volume 14, articolo 5231. Firmato da Filippo Biondi, del dipartimento di ingegneria elettronica ed elettrica dell’Università di Strathclyde a Glasgow, insieme a Corrado Malanga, del dipartimento di chimica e chimica industriale dell’Università di Pisa. Il lavoro usava la tomografia SAR (Synthetic Aperture Radar, radar ad apertura sintetica) per sostenere l’esistenza di strutture interne sconosciute nella grande piramide. Diventò virale!

Nel marzo 2025 Biondi e Malanga, insieme ad Armando Mei e Nicole Ciccolo, hanno usato una metodologia simile per annunciare, in una conferenza stampa e non in una pubblicazione sottoposta a revisione paritaria, una scoperta ancora più ambiziosa sotto la piramide di Chefren, non quella di Cheope, otto pozzi verticali fino a circa 650 metri di profondità, collegati a strutture cubiche e a passaggi multilivello. Il progetto prese il nome di Khafre Research Project SAR Technology. Il paper di Biondi e Malanga del 2022 sulla piramide di Cheope, veniva citato come base scientifica di quell’annuncio, pur riguardando un monumento diverso.

Le piramidi di Cheope e Chefren nella piana di Giza

Secondo la nota di ritrattazione, pubblicata come Remote Sens. 2026, 18(16), 2679, un lettore ha segnalato all’ufficio editoriale problemi metodologici sull’articolo. La redazione e il comitato editoriale hanno condotto una verifica e hanno confermato gravi errori metodologici e statistici tali da compromettere le conclusioni scientifiche del lavoro. La decisione di ritrattazione, approvata dal direttore della rivista, è stata comunicata agli autori, che hanno dichiarato il proprio disaccordo. Sottomessa il 5 agosto, accettata il 6, pubblicata il 10 agosto 2026.

La nota non elenca nel dettaglio quali siano questi errori, come osservano sia TrueReport sia Luogocomune. Quest’ultimo riporta anche alcuni commenti attribuiti a Malanga, tra cui una richiesta di spiegazioni rimasta senza risposta per due mesi. Questi dettagli provengono da quella sola fonte e restano privi di conferme indipendenti.

Nei miei tre articoli del 2025 avevo messo in fila i problemi tecnici del paper del 2022 su Cheope, l’assenza di unità di misura nelle tomografie, la sovrapposizione arbitraria tra i risultati e i disegni della piramide senza alcuna proiezione certificata, la mancanza di validazione su strutture note ed altro. Sull’annuncio del 2025 su Chefren, avevo invece contestato soprattutto la parte più spettacolare, la pretesa di aver estratto dai dati radar informazioni sui fononi, le vibrazioni quantistiche del reticolo cristallino di un materiale. Un radar SAR registra microonde, fisicamente non può rilevare vibrazioni di quel tipo.

Il radar SAR orbitale acquisisce dati di superficie e non vede direttamente sotto le piramidi

Avevo inoltre scritto direttamente a Remote Sensing. Inviai alla rivista le mie analisi e gli studi tecnici richiamati negli articoli. Una iniziativa che mi fu suggerita dall’archeologa Michela Tozzi, esperta in archeologia ed egittologia, durante una conversazione inerente il mio supporto di cui sotto. La nota di ritrattazione riferisce soltanto che la verifica nacque dalla segnalazione di «un lettore», senza identificarlo. La segnalazione potrebbe essere stata la mia oppure la mia insieme ad altre. Mancano elementi per attribuirmi questo merito con certezza ma a me piace pensare che le analisi inviate abbiano contribuito alla revisione e alla successiva ritrattazione.

La ritrattazione riguarda formalmente solo il paper di Biondi e Malanga del 2022 su Cheope. L’annuncio del 2025 su Chefren non è mai stato pubblicato come studio scientifico sottoposto a revisione paritaria, restava però appoggiato alla credibilità di quel paper. La nota di MDPI (Remotre Sensing) stabilisce che il lavoro del 2022 conteneva gravi errori metodologici e statistici, senza specificare quali. Quindi non posso affermare che coincidano punto per punto con quelli che avevo già individuato. La rivista che lo aveva pubblicato ha comunque confermato, con una procedura formale, l’esistenza di problemi seri nello stesso lavoro che avevo messo in discussione un anno prima.

Nella primavera del 2025 Michela Tozzi, canale Egittosocialclub, Archeomilla e Matteo M. Wallace mi chiesero il consenso a prendere come riferimento i miei articoli per un’analisi indipendente dello stesso studio pubblicata su YouTube. Lo accordai e il mio contributo fu citato pubblicamente in modo corretto. Malanga rispose con un video di circa quaranta minuti, pieno di attacchi personali e privo di qualsiasi argomento tecnico. Il confronto pubblico più volte richiesto non arrivò mai. Dopo la ritrattazione, Tozzi ha pubblicato un resoconto della vicenda su Facebook, ricordando nuovamente il mio contributo di allora.

Un altro contributo di quei mesi è stata un’intervista video con Sandro Torella, attore e autore satirico romano, pubblicata sul suo canale Facebook. Torella ha anche scritto pubblicamente, a proposito delle teorie sulle piramidi, di fidarsi del giudizio del professor Lawrence Conyers, archeologo specializzato nell’uso del georadar (GPR, Ground-Penetrating Radar) e già interpellato dalla stampa internazionale nel 2025 su questa vicenda, insieme al mio.

Ho dato anche consulenza tecnica agli autori dei libri “Giza, la caduta del dogma” e “Giza, oltre il muro di pietra”. La consulenza riguarda un capitolo di un nuovo libro che stanno scrivendo, nel punto dove citano il lavoro di Biondi e Malanga.

Chiudevo l’articolo di luglio 2025 dicendo che la scienza vera non ha bisogno di magie digitali. Un anno dopo, Remote Sensing ha ritrattato il paper di Biondi e Malanga.

La ritrattazione corregge la letteratura scientifica e fa parte del metodo scientifico

Per quanti considerano una ritrattazione una confutazione del metodo scientifico, questa vicenda mostra invece la sua capacità di correggersi. Il controllo continua dopo la revisione paritaria e quando emergono problemi capaci di compromettere le conclusioni, la letteratura scientifica viene aggiornata. Ritrattare significa correggere il record scientifico, lasciando il paper consultabile e contrassegnandolo chiaramente come ritrattato insieme alla nota che spiega la decisione.

Quasi quattro anni possono apparire molti, soprattutto a chi osserva il mondo accademico dall’esterno e nel frattempo ha visto quello studio circolare ampiamente. Resta anche la mancanza di dettagli pubblici sugli errori metodologici e statistici specifici. La ritrattazione è ormai una pubblicazione formale e mi auguro che a questa seguano motivazioni tecniche più complete, indispensabili per capire esattamente quali passaggi del lavoro abbiano portato alla decisione.

L.L.

Nota, questo articolo esprime opinioni personali basate su fonti pubblicamente accessibili, sulla nota ufficiale di ritrattazione pubblicata da MDPI e su un’analisi tecnica indipendente. I dettagli riportati da fonti terze non verificati in modo indipendente sono segnalati come tali nel testo.

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