Quando ho iniziato a scrivere su litti.it non immaginavo che questo spazio avrebbe preso una direzione così chiara e, per molti aspetti, così significativa. La crescita del blog continua a sorprendermi. Mi colpiscono i numeri, certo, ma ancora di più mi colpisce la qualità delle persone che arrivano qui, leggono, valutano quello che trovano e poi decidono di scrivermi in privato e si… mi lusinga.
Qualche settimana fa è successo anche con Sandro Torella, attore con un seguito molto ampio sui social. Mi ha cercato perché aveva bisogno di comprendere davvero alcune tecnologie radar e alcuni principi di fisica applicata. Cercava un confronto rigoroso, serio, adatto a un tema tecnico-scientifico che sarebbe stato esposto a migliaia di persone. Da quel contatto è nata un’intervista video pubblicata sul suo profilo, una conversazione tecnica seguita da un pubblico abituato a contenuti molto diversi. Quell’episodio ha avuto visibilità ma il suo significato, per me, sta soprattutto in un altro punto. Torella mi ha trovato, esattamente come stanno facendo molti altri inaspettatamente.
È questo l’aspetto che oggi considero più interessante. Il blog viene raggiunto da persone molto diverse tra loro, accomunate dalla stessa esigenza, trovare una spiegazione tecnica seria, leggibile, affidabile e resa semplice, così in molti mi hanno riferito e che ringrazio. Ogni settimana ricevo email da studenti di ogni ordine e grado che in un mio articolo, dicono, trovano la chiarezza che stavano cercando. Mi scrivono universitari che desiderano una lettura costruita. Da chi ha una preparazione accademica solida e, insieme, una lunga esperienza operativa. Sono attestati di stima ricevuti, senza vanità alcuna.
Mi contattano insegnanti dicendomi che usano alcuni contenuti come materiale di approfondimento. Mi scrivono giornalisti che devono raccontare tecnologie complesse con precisione, senza appesantire il lettore e senza deformare i fatti. Arrivano messaggi da professionisti del settore energetico e industriale che cercano un confronto tra persone di pari competenza, da ricercatori che vogliono integrare la prospettiva teorica con quella applicativa, da imprenditori che si avvicinano a tecnologie che non conoscono abbastanza e vogliono capire prima di scegliere.
Questo flusso di contatti mi ha portato a guardare il blog in modo diverso e, ripeto, davvero inaspettatamente.
All’inizio lo consideravo soprattutto uno spazio personale di divulgazione tecnica, una delle mie passioni destinata a pochi. Oggi vedo con maggiore chiarezza che sta diventando anche un punto di riferimento per chi, forse, cerca contenuti tecnici scritti da una persona con titoli, esperienza e responsabilità reali alle spalle? È un passaggio che continuo a vivere con una certa incredulità, perché nasce in modo spontaneo e senza alcuna costruzione, senza progetto di marketing visto che non lo faccio per avere introiti. Le persone arrivano, leggono, giudicano da sole e poi decidono se fidarsi… ed io vi ringrazio tutti.
C’è anche un altro aspetto a cui tengo molto, questo impegno non mi porta introiti di nessun tipo. Per avere questo spazio affronto dei costi che ammortizzo solo con la soddisfazione personale . Non scrivo per monetizzare e non costruisco i contenuti per inseguire traffico facile. Scrivo per passione e scrivo perché credo che condividere competenze maturate in anni di studio e di lavoro abbia un valore concreto. Mettere a disposizione conoscenze tecniche può aiutare uno studente a capire meglio, un professionista a orientarsi, un giornalista a spiegare bene, un imprenditore a decidere con maggiore consapevolezza o il curioso a conoscere qualcosa di nuovo. Per me questa è già una ragione sufficiente per scrivere, cerco di rispondere a tutti nel tempo disponibile.
Per capire perché oggi io possa occupare questo spazio in modo credibile, bisogna sapere da dove nasce il mio rapporto con la tecnologia, con le scienze e tutto il corollario di pertinenze. Mi sento in dovere, a questo punto, di far sapere ai lettori chi è che scrive, perchè scrive e con quali titoli e competenze.
Ho ricevuto il mio primo diploma di sperimentatore elettronico a soli dodici anni. È un passaggio che considero importante perché racconta una traiettoria precisa. L’interesse per la tecnologia, per i sistemi elettronici e per la comprensione profonda del funzionamento delle cose, nasce molto presto e si sviluppa con continuità, passione innata. Il diploma di Perito Industriale in Telecomunicazioni rappresenta il primo consolidamento formale di questa base tecnica. Svariati altri titoli e corsi accademici nella continua sete di conoscenza. La laurea in Ingegneria Industriale con indirizzo energetico aggiunge struttura scientifica, maggior metodo, maggiore capacità di analisi. La formazione, nel mio percorso, è sempre stata la base operativa su cui costruire competenza reale e colmare lacune continuamente.
A questa base accademica si è affiancata un’esperienza lunga e articolata, maturata in decenni di trasformazioni tecnologiche vissute dall’interno. Negli anni Ottanta seguivo l’evoluzione dell’elettronica mentre il passaggio dai sistemi analogici a quelli digitali stava cambiando il modo stesso di progettare, interpretare e utilizzare la tecnologia. Negli anni Novanta ero già dentro internet quando in Italia erano ancora pochi a comprenderne la portata. Costruivo pagine web, studiavo linguaggi di programmazione per microcontrollori, realizzavo siti in una fase pionieristica in cui chi sapeva progettare e sviluppare aveva un patrimonio di competenze raro. Nei primi anni Duemila, con l’arrivo di nuovi strumenti, nuovi linguaggi e nuovi paradigmi, il metodo è rimasto identico: studiare, capire, applicare.
Questo stesso metodo continua ancora oggi. Mi occupo di studio e ricerca su intelligenza artificiale applicata ai processi industriali, sistemi di accumulo energetico, automazione avanzata, manutenzione, tecnologie per l’energia e per l’industria. Ogni articolo nasce da questo intreccio tra preparazione formale, aggiornamento continuo e confronto diretto con la realtà tecnica.
La mia carriera si è sviluppata in contesti industriali complessi, dentro impianti petrolchimici, attività di commissioning & construction, responsabilità tecniche e ruoli di supervisione anche in ambito internazionale. Tra queste esperienze c’è anche il campo petrolifero in Iraq, un contesto dove la preparazione viene misurata dai fatti, dalle decisioni, dalla capacità di affrontare problemi reali in ambienti operativi esigenti. In questi scenari la teoria conserva tutto il suo valore e lo trasforma in efficacia pratica. Ogni esperienza aggiunge profondità, ogni incarico impone aggiornamento, ogni nuova tecnologia richiede studio. Questo ciclo continuo tra conoscenza e applicazione è la struttura stessa del mio lavoro ed è lo stesso criterio con cui costruisco ciò che pubblico su questo blog.
Anche la scelta del formato scritto nasce da una valutazione precisa. Oggi il video è la via più rapida per raggiungere pubblico, attenzione e diffusione. Conosco bene quel linguaggio e ne capisco perfettamente la forza perchè ne ho aperto uno. Ma non ho il tempo di starci dietro come dovrei. Fosse stato questo il mio lavoro, forse questo blog sarebbe stato pieno di reels video e webinar. Il blog scritto, però, offre qualcosa che per i contenuti tecnici ha un valore enorme. Permette precisione, rilettura, permanenza, consultazione. Un articolo ben costruito resta nei motori di ricerca, viene salvato, viene riletto. Torna utile dopo mesi, viene citato, viene usato come riferimento in contesti professionali e accademici. È una forma di divulgazione molto più lenta, ma per certi temi è anche la più solida.
Negli ultimi tempi ho deciso di mostrarmi di più, con la mia foto, con un logo, con un contesto personale più visibile. È una scelta di responsabilità verso chi legge. Chi incontra questi contenuti ha il diritto di sapere chi li ha scritti, quale percorso di studi sostiene quelle parole. Quale esperienza le rende affidabili, quali anni di lavoro le hanno rese mature. Metterci il volto e il nome significa assumersi fino in fondo la responsabilità di ciò che si pubblica. Ogni articolo scritto mi vede impegnato in ricerche, approfondimenti, studio minuzioso. Arricchisce anche me.
Oggi, guardando questo blog, vedo uno spazio nato dalla passione e diventato progressivamente qualcosa di più. Vedo un luogo in cui confluiscono studio, esperienza, curiosità tecnica e desiderio di restituire ad altri ciò che ho costruito negli anni. Vedo anche una risposta concreta da parte dei lettori che continua a sorprendermi proprio perché non è stata cercata con strategie di visibilità facili. Si è formata attorno alla sostanza dei contenuti.
Le email continuano ad arrivare.
Rispondo a tutte quando posso. Grazie! L.L.